[RECENSIONE] Scribblenauts Unlimited ITA

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    Il cuore può essere debole e, talvolta, arrendersi, ma ho imparato che in profondità c'è una luce che non si spegne mai.

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    Sulla scia dei precedenti esponenti nella serie, Scribblenauts Unlimited continua ad esplorare le possibilità di un concept videoludico ancora poco sfruttato, che si basa sull'idea di lasciare al giocatore quanta più libertà possibile per risolvere gli ostacoli che si presentano in-game. Nei panni del giovane Maxwell e del suo magico quaderno in grado di portare in vita qualsiasi cosa egli abbia in mente, il gioco ci spinge infatti a spremere le meningi per creare al volo le persone, gli animali o gli oggetti che potrebbero aiutare i personaggi secondari incontrati lungo la strada a risolvere i propri problemi. Si scrive “Jetpack” e si crea un jetpack in grado di portarci in alto fino all'aquilone che quel ragazzino non riusciva a raggiungere da solo. Si scrive “Libro” e si genera un libro per la studentessa che aveva bisogno di prepararsi in vista del diploma. Si scrive “Cthulhu” e si fa apparire proprio quella creatura mistica che risponde al nome di Cthulhu. Ma stiamo divagando.
    Ciò che è importante sapere è che se Maxwell viaggia da un posto all'altro rendendo felici quelli che incontra non è affatto per un innato senso del dovere. Il suo obiettivo è quello di salvare sua sorella prima che questa si trasformi definitivamente in pietra a causa di una maledizione. E l'unico modo per farlo è radunare un numero sufficiente di “Starite”, elementi magici a forma di stella che vengono generati quando si rende felice il prossimo.
    Come avrete già intuito, la trama non è esattamente originale e non offre colpi di scena o twist pazzeschi, ma a dirla tutta è proprio come vorremmo che fosse in un gioco di questo genere: scanzonata, fanciullesca e innocente.

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    Quasi ogni personaggio che Maxwell incontra nella sua avventura dà vita a una quest, un puzzle che può essere risolto subito oppure lasciato in sospeso se si preferisce tornare sui propri passi in un secondo momento. Questi enigmi possono ricompensare il giocatore in due modi: con frammenti di Starite semplici o, in alternativa, con Starite interi che richiedono la risoluzione di una serie di quattro o cinque problemi invece che uno soltanto.
    Quando si raggiunge un certo numero di Starite acquisiti si può accedere a un nuovo territorio nella mappa del mondo e accedere ai livelli che lo compongono per poi conquistare nuovi Starite e continuare così fino alla fine. Questo è il primo grosso problema di Scribblenauts Unlimited: una struttura eccessivamente ridondante che propone dall'inizio alla fine lo stesso tipo di sfida nello stesso identico modo. In più, come se questo non bastasse, le soluzioni alle mini-quest sono fin troppo semplici da trovare poiché richiedono quasi sempre associazioni di idee veramente elementari. Se incontri uno straniero assetato di conoscenza gli dai un libro. Se hai bisogno di mandare via dei picchi dal tuo amico albero dotato di gambe fai apparire uno spaventapasseri. Certo, giocando di fantasia si possono creare dei siparietti divertentissimi e completamente assurdi, che almeno inizialmente generano grande entusiasmo per il prodotto. Tuttavia, sulla lunga distanza ci si accorge che il fattore -sfida- è quasi inesistente, e quel fervore dei primi momenti, quella smania di mettere Cthulhu in ogni dove, va man mano affievolendosi. Un vero peccato in questo senso.

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    Una fetta bella grossa dell'offerta di questo Scribblenauts Unlimited è certamente costituita dall'editor di oggetti, tramite il quale è possibile veramente fare di tutto e poi condividere le proprie creazioni via Steam Workshop con il resto della community. Basta farsi un giro tra le creazioni degli altri utenti per capire che le possibilità in questo frangente sono davvero “senza limiti”, il che è un bene visto che di default il gioco non accetta molte parole anche d'uso comune.
    Partendo da una parola tra quelle già presenti nel comunque vasto database di gioco, è possibile aggiungere dettagli, colori, forme e quant'altro fino a raggiungere il disegno che si aveva in mente. Volete fare un uomo che ha un tank al posto delle gambe? E' possibile. Riprodurre il personaggio del vostro videogioco o film preferito? Qualche minuto e l'avrete.
    La personalizzazione non si ferma poi al solo aspetto fisico: si possono infatti descrivere i precisi comportamenti che deve assumere l'oggetto creato in presenza di fuoco, acqua, altri individui e via discorrendo. Si può andare nel dettaglio scegliendo quali conseguenze deve avere la forza di gravità sulla propria creazione, o addirittura la specifica quantità di danno inferto nel caso si creino abomini in grado di attaccare. Ultima ma non ultima la presenza di script con i quali assegnare a ciò che si è creato una sequenza di istruzioni da eseguire quando si presenta un determinato evento. L'unico limite, insomma, è quello imposto dalla propria immaginazione.

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    -Recensione svolta da Luxey per TFOL- Fonti: "Esperienze personali e Spaziogames"
     
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    giocato, bello, anche se lo consiglio solo ad appassionati della serie
     
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1 replies since 21/4/2013, 15:20
 
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